S. Clay Wilson, il più cattivo di tutti

S. Clay Wilson è morto il 7 febbraio; lo ha annunciato la moglie con un post sul suo profilo facebook. Da domenica scorsa il mondo dell’underground è un po’ più triste e solo.
Classe 1941, Clay Wilson è stato uno dei più grandi fumettisti underground statunitensi tra gli anni Sessanta e gli anni Ottanta, al fianco di autori come Gilbert Shelton, Spain Rodriguez, Robert Crumb, Greg Irons, Tom Veitch e Kim Deitch.

La prima pubblicazione di Wilson avviene nel 1966 sul periodico Grist, fondato dal poeta beat Charles Plymell. L’anno successivo, nello stesso magazine, appare anche uno dei suoi personaggi più famosi e ricorrenti, The Checkered Demon, il demone con i pantaloni a scacchi.
Nel 1967 comincia la collaborazione con Zap Comix, l’antologica fondata e diretta da Robert Crumb.
Tra le sue altre collaborazioni si segnalano quella con The Yellow Dog, con Arcade di Art Spiegelman e con Weirdo di Crumb.

I capolavori di Wilson sono unici nel rappresentare la devianza sessuale, la mutilazione, la tortura, la demonologia, il vampirismo e l’iconoclastia razziale e religiosa. Il tutto viene mescolato con umorismo e indignazione perversa.
Superando i suoi predecessori artistici e pittorici, Clay Wilson ha segnato una nuova direzione nell’evoluzione artistica e del fumetto. Per oltre 50 anni ha disegnato ogni cosa che il suo intricato e febbrile paesaggio interiore gli suggeriva, progredendo nella padronanza del mezzo e forgiando nuovi autori, liberandoli dalle catene dell’auto-censura. S. Clay  Wilson si faceva amare o odiare, ma di certo non dimenticare.

Negli anni Clay Wilson ha raccontato una visione decadente del sogno americano, con pochissime parole e con il massimo del caos. Le sue storie a fumetti e i suoi acquerelli cristallizzano carneficine, orrore e gioia diabolica, raffigurando morte e distruzione mentre esaltano l’esuberanza della vita. Ma negli anni accademici veniva denigrato dai suoi stessi insegnanti, tanto che una volta un professore ricoprì alcune sue tele, di modo che un altro studente potesse utilizzarle per “dipinti veri”. Ciononostante la sua casa divenne un punto di ritrovo per gli artisti nazionali e internazionali, tra cui Allen Ginsberg e Gregory Corso.

Wilson si trasferisce a New York nel 1965 e a San Francisco nel 1968. Qua diviene un’icona della controcultura, facendo impazzire i lettori di tutto il mondo. “Non sono mai stato più lo stesso dopo aver incontrato Wilson”, racconta Robert Crumb, “Non avevo più alcun motivo per contenere l’identità depravata nei miei lavori”.
Negli anni ’70 Wilson diviene noto come il fumettista più audace e cattivo del movimento underground. “La mia idea non era di intrattenerli, ma di illuminarli”, ha dichiarato, “O di farli ammalare. Uno o l’altro. A volte accade contemporaneamente”.
Le sue opere d’arte sono state presentate in mostre al Whitney Museum, alla Corcoran Gallery, al LA County Museum of Art e in molte altre gallerie. I suoi vernissage sono stati frequentati da mecenati e critici d’arte, oltre che da prostitute, motociclisti tatuati, e punk. In una personale al Museum of the Surreal and Fantastique nel 1981, i Rolling Stones furono tenuti in attesa alla porta perché il posto era troppo sovraffollato per farli entrare.

Nel novembre 2008 Clay Wilson ha subito un infortunio alla testa mentre rientrava a casa. È stato scoperto mentre giaceva a terra in un parcheggio a un isolato da casa, ma le cause non furono mai del tutto chiarite. Da quel giorno in poi le condizioni fisiche e mentali continuarono a peggiorare e non poté più disegnare e comunicare come prima. Sua moglie si è presa cura di lui fino alla morte.

Il suo lavoro è stato pubblicato nei tre volumi di The Mythology of S. Clay Wilson da Fantagraphics Books nel 2014 , 2015 e 2017. In Italia compare per la prima volta nel Cannibale USA Only del luglio 1979, tradotto e letterato da Massimo Mattioli e Filippo Scozzari. Resta da chiedersi dove oggi sia ancora possibile leggere S. Clay Wilson, ma soprattutto se ha ancora senso leggere versioni perturbanti e conturbanti della realtà: noi crediamo di sì; crediamo che il fumetto underground e indipendente abbia ancora tante potenzialità da esprimere, ma che i grandi maestri non possano essere dimenticati, e invitiamo le case editrici e chiunque abbia il potere di stampare, pubblicare e distribuire a recuperare il lascito artistico di Wilson per riorganizzarlo e donarlo alle prossime generazioni.

Una risposta a “S. Clay Wilson, il più cattivo di tutti”

  1. La prima pubblicazione di S. Clay Wilson non è sulla rivista Cannibale, ma nell’albo Paranoia, che contiene alcuni fumetti tratti da Zap. E’ stato edito dalla Fallo! Edizioni del compianto Angelo Quattrocchi, a metà degli anni 70.

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