Le cronache di Frigolandia

Mentre il mondo intero rivolge gli occhi sul COMICON 2019 (qui potete leggere i nomi di 20 tra i fumetti in uscita a Napoli), noi di ecodelfumetto.it decidiamo di prenderci una breve ma meritata vacanza, passando il nostro 25 aprile in un luogo davvero speciale: FRIGOLANDIA.

Frigolandia! Prima repubblica marinara di montagna! Accademia delle invenzioni! Repubblica della fantasia!
Libera repubblica dai tantissimi epiteti, Frigolandia nasce nel 2005 dal mai-immobile Vincenzo Sparagna, inarrestabile fucina d’idee e di capelli.
Partito dalla redazione de «Il Manifesto» e de «Il Male», Sparagna comincia nel 1978-1979 a collaborare con i cinque Cannibali, fino a pubblicare nel novembre 1980 il primo numero di «Frigidaire», rivista d’arte, di fumetto e d’avanguardia, sulle cui pagine prende vita l‘Arte Maivistaarte imprevista, multipla, alta, bassa, media, pop e anti-pop.

Grafica originale by Tamburini della prima copertina di Frigidaire

Dopo il 1988, con la morte di Tamburini e Pazienza – e la disgregazione del nucleo storico – la rivista vive di alti e bassi, tra debiti, temporanee sospensioni delle pubblicazioni e fondi mai ricevuti.
Venduta la casa romana (ormai coperta di ipoteche), nel 2005 Sparagna si trasferisce in Umbria, in una ex-colonia fascista nei boschi di Giano dell’Umbria, a 10min dal centro città.
Qui fonda Frigolandia.

Storico ingresso di Frigolandia

La Libera Repubblica di Frigolandia nasce come “movimento verso l’Altrove” (così recita la sua Costituzione) ed è una terra calda e familiare, capace di accogliere il visitatore che si imbatte in lei e di farlo sentire come a casa propria.
Da 19 anni Frigolandia organizza per il 25 aprile, la Festa della Liberazione dei Frigoriferi intelligenti, un momento conviviale e gratuito, aperto a tutti senza prenotazioni. Ciò che più colpisce al primo impatto è proprio il gesto dell’accoglienza, da parte di Sparagna e di tutta la cricca.
Ti vedono, ti salutano, si presentano e ti infilano un bicchiere di vino rosso in mano.
Da quel momento è tutto un fluire di aneddoti, ricordi, emozioni e nostalgie canaglie.

Tra un pranzo conviviale e un asciugamano steso al sole, la giornata trascorre lieta con, letture, canzoni, racconti e una visita al Museo dell’Arte Mavista, dove – a fianco della redazione di «Frigidaire» e de «Il nuovo Male» – si trova la più grande e più bella biblioteca di riviste di fumetto underground (e non solo) che abbia mai visto.
Si può così passeggiare tra le storiche edizioni della Primo Carnera, mentre si sfoglia «Babel» o «El Vibora» o «Cannibale» o «À Suivre». Tutto questo mentre indossi la maglietta originale frigideriana (stampata e prodotta dal mitico Ermes Maiolica) e guardi appesi alle pareti gli originali di Pazienza/Scozzari/Tamburini/ecc.ecc.ecc.

Poi verso sera, prima di riprendere la strada di casa, una foto veloce con Sparagna e un abbraccio a Maila Navarra (coordinatrice e grafica di «Frigidaire»), pensando che finalmente hai realizzato questo piccolo grande sogno: conoscere Frigolandia e sentirti almeno per un giorno, parte di una storia molto più grande di te.
Grazie Vincenzo, grazie Maila, grazie Cannibali!