[EDIT] Facciamo il punto su Zerocalcare e la bufera al Salone del Libro

[EDIT]: In seguito all’esposto presentata dal Sindaco e dalla Regione, il Salone del Libro rende esecutiva la richiesta di non concedere spazi alla casa editrice Altaforte.
“I nazisti se ne stanno a casa e quindi ci vediamo al Salone di Torino!” commenta entusiasta Zerocalcare su twitter, seguito a ruota dai Wu Ming.
Intanto Polacchi – fondatore di Altaforte – minaccia di fare causa al Salone
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[Articolo originale]
Nuova bufera sul Salone del Libro di Torino. Dopo il recente abbandono del collettivo bolognese Wu Ming, ora anche Zerocalcare lascia la scena.

Causa scatenante di questi addii è la confermata presenza nei padiglioni del Salone, dello stand di Altaforte – casa editrice vicina a Casa Pound; responsabile della pubblicazione del libro su Salvini – alla quale il Salone del Libro ha conferito la legittimità a presenziare.
Così, dopo i Wu Ming, anche Zerocalcare si è schierato su una posizione ben precisa:

Ciao, in effetti ho annullato tutti i miei impegni al Salone del libro di Torino, sono pure molto dispiaciuto ma mi è davvero impossibile pensare di rimanere 3 giorni seduto a pochi metri dai sodali di chi ha accoltellato i miei fratelli, incrociarli ogni volta che vado a pisciare facendo finta che sia tutto normale. 
Non faccio jihad, non traccio linee di buoni o cattivi tra chi va e chi non va, sono questioni complesse che non si esauriscono in una scelta sotto i riflettori del salone del libro e su cui spero continueremo a misurarci perché la partita non si chiude così.
Sono contento anche che altri che andranno proveranno coi mezzi loro a non normalizzare quella presenza, spero che avremo modo di parlare anche di quello.
Ciao
PS: non è che io so diventato più cacacazzi negli ultimi tempi, anzi so pure molto piu rammollito, è che oggettivamente sta roba prima non sarebbe mai successa. Qua ogni settimana spostiamo un po’ l’asticella del baratro.

Zerocalcare

Intanto – mentre la sindaca Appendino e il presidente di regione Chiamparino presentano un esposto per apologia di fascismo – il fronte politico degli scrittori e autori si spacca in due tra chi, come Michela Murgia e Marco Missiroli, lancia l’hashtag #iovadoatorino per “non lasciare ai fascisti lo spazio fisico e simbolico del più importante appuntamento editoriale d’Italia” e chi invece, come Roberto Piumini e Carlo Ginzburg, decidono di annullare i loro impegni e disertare anche loro, insieme ai già citati Wu Ming e Zerocalcare. Al contrario Bao Publishing (editrice di Zerocalcare) conferma la sua presenza.

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